Chi conosce le nostre pizze sa che non ci siamo mai fermati a scegliere il “chilometro zero” per la selezione dei nostri prodotti: abbiamo preferito percorrere il “chilometro buono”, anche quando, per raggiungerlo, di chilometri ne abbiamo fatti – e ne facciamo – davvero tanti. Per questo inseguiamo, con una curiosità che non si esaurisce mai, la ricerca del miglior suino dei Nebrodi come del miglior speck del Tirolo, delle migliori acciughe di Sciacca e delle migliori del Cantabrico, della miglior ventresca  sott’olio di Siracusa e dei migliori filetti freschi di tonno rosso della Catalogna.

Per il nostro american bar vale lo stesso, anche grazie al fatto che la stessa curiosità ce l’ha il nostro staff: Domenico, Elena e Francesco in particolare. Quest’anno insieme abbiamo disegnato una carta di inediti cocktail per l’aperitivo firmati frumento, con uno spin off per l’estate tutto dedicato al gin. E per farlo siamo andati a cercare piccole produzioni artigianali di liquori e distillati di qualità praticamente in tutto il mondo. 


Alcuni, però, siamo riusciti a trovarli nel “metro buono” che ci circonda, quello che sale – ad altitudini e fatica variabili – sulle contrade del nostro vulcano. E così grazie ai Liquori dell’Etna, il nuovo progetto dell’azienda Rossa che produce l’Amara che tanto amiamo – siamo felici di poter assegnare ad alcuni dei nostri cocktail l’autentico compito di raccontare le fragranze che attraversano le valli e le sciare, con quella evocativa e profonda capacità di interpretazione aromatica che sa esprimere la mixology di qualità: è l’obiettivo che cerchiamo di raggiungere con un’inesauribile tensione a sperimentare, a innovare, non di rado a semplificare.

Ci è piaciuto molto, il progetto con cui Edoardo Strano si è dato la missione di trovare nuove forme per racchiudere l’essenza dei frutti dell’Etna. Con la collaborazione di Ivan Scavo ne ha ideati sette, da altrettante contrade, scovando piccoli produttori capaci di assicurargli la più gustosa frutta di stagione da cui fare profumatissimi infusi.

 

 

 

 

 

Tra questi sette, noi ne abbiamo scelti in particolare due, che sembrano nati per trovare posto nel nostro bar, per il modo in cui stiamo sempre di più precisando lo stile delle “cose da bere” da frumento.

Abbiamo scelto il Fico d’India di Sicilia, che nasce dall’infusione in alcol della polpa dei tre frutti – bianchi, gialli e rossi – che crescono in contrada Distacco a Santa Maria di Licodia, a 429 metri sul livello del mare), perché con grande delicatezza riesce ad esaltare la dolcezza straordinariamente aromatica di questo autentico simbolo – fascinoso e potente – del paesaggio e del carattere etneo.

E abbiamo scelto quella che a nostro avviso è la vera punta di diamante di questa squadra da gran campionato: la Pera coscia, quella che matura a mille metri sul livello del mare in contrada Melia a Ragalna. Si raccoglie a settembre, a maturazione un po’ tardiva, così da racchiudere le sfumature più intense del gusto della polpa in questo liquore che nasce per infusione e macerazione in alcol.

Cosa ci diverte di più di un aperitivo fatto bene con un cocktail fatto bene?!
Rappresentare la Sicilia lontano dagli stereotipi, restarle fedeli con un approccio contemporaneo.
E sapere di avere dei partner appassionati, che cercano di farlo allo stesso modo.